Ci sono esperienze che cambiano la traiettoria di una vita. Non con un evento eclatante, non con un momento di rottura improvviso, ma con un percorso fatto di piccoli passi quotidiani che, sommati, costruiscono qualcosa di straordinario. Il Doppio Diploma Italia-USA è una di queste esperienze. E a raccontarlo meglio di chiunque altro sono le voci di chi lo sta vivendo: ragazze e ragazzi che hanno scelto di aggiungere un percorso americano al proprio curriculum italiano, scoprendo lungo la strada molto più di una seconda lingua. Le testimonianze degli studenti del doppio diploma raccontano storie di crescita personale, sfide superate e orizzonti nuovi.
Sofia ha 18 anni e viene da Vercelli. Come molte storie che vale la pena raccontare, la sua è iniziata con un po’ di scetticismo. «Il doppio diploma è stata un’idea dei nostri genitori», racconta con un sorriso che tradisce la gratitudine di chi ha capito, col tempo, che quella spinta iniziale era un regalo. «Inizialmente eravamo un po’ titubanti, però devo dire che avevano ragione.»
Accanto a lei c’è Chiara, anche lei di Vercelli, che ha condiviso lo stesso percorso e lo stesso punto di partenza: la fiducia dei genitori in un’opportunità che le ragazze ancora non riuscivano a immaginare. Il momento del test d’ingresso fu il primo assaggio di ciò che le attendeva: «Quando abbiamo fatto il test sapevamo che sarebbe andato bene, alla fine eravamo in ansia di iniziare, non sapevamo proprio cosa aspettarci.»
Ciò che Sofia ha trovato lungo il cammino va molto oltre le nozioni e i crediti accademici. «Penso di aver sviluppato una certa organizzazione in più», spiega. «Essendo un corso asincrono, puoi organizzarti a step, ti poni degli obiettivi al giorno, al mese, alla settimana.» Una competenza che sembra banale, ma che nella pratica si rivela trasformativa: la capacità di gestire il proprio tempo, di darsi scadenze e rispettarle, di bilanciare impegni diversi senza perdere il filo. È una delle abilità più richieste nel mondo del lavoro e dell’università, e Sofia l’ha costruita giorno dopo giorno nel suo percorso con iYES.
Sofia ha dedicato molto tempo al programma, soprattutto durante l’estate, ma tiene a precisare: «Ce la si può fare benissimo anche dedicando 4 ore a settimana. Comunque dipende dalla persona.» E quando il carico si faceva troppo pesante, con la scuola italiana particolarmente impegnativa, la soluzione si trovava nel dialogo: «Abbiamo saputo gestircela chiedendo ai nostri professori in America magari di spostare qualche data di scadenza, e loro sono sempre stati molto disponibili a farlo.»
Ma è sul piano linguistico che il cambiamento si fa più tangibile. Per Sofia, il momento della consapevolezza è arrivato così: «Ho capito che veramente il mio vocabolario si stava ampliando molto.» Per Chiara, la svolta è stata nella lettura: «Soprattutto nella lettura dei testi, riuscivo a capire in generale di che cosa parlavano, rispetto a prima del doppio diploma facevo molta più difficoltà.»
Oggi Sofia si prepara a iniziare medicina in inglese: «Anche questo è quello che mi ha spinto a studiare in inglese, sicuramente, quindi affacciarmi anche all’estero.» Chiara, invece, ha scelto lingue all’università: «Questa cosa sicuramente mi sarà d’aiuto.» E la conclusione è unanime: «Mi sento migliore perché sicuramente è un’esperienza da vivere una volta nella vita e ti dà tanto. Questo percorso è unico, proprio è unico, non ci sono spiegazioni.»
Gabriele viene da San Donato, ma si identifica come siciliano. Ha scoperto il Doppio Diploma attraverso i genitori, che avevano una convenzione con la scuola. «Mi sono interessato perché pensavo che fosse un’esperienza interessante, mi poteva arricchire oltre che culturalmente, mi poteva poi aiutare anche a trovare un lavoro all’estero in futuro.»
Il suo sogno è grande e preciso: vuole diventare ricercatore in ingegneria meccanica, con l’obiettivo di creare protesi meccaniche per il corpo umano. Un sogno che richiede una preparazione internazionale, e Gabriele lo sa: «Avendo un doppio diploma americano, sarei anche facilitato a entrare in delle università estere.» Ma il programma ha dato a Gabriele molto più di una credenziale accademica.
«Sono riuscito a ottenere un metodo che mi permetteva di velocizzare tutte le mie lezioni pur mantenendo lo stesso numero di contenuti», racconta. «Quindi la mia capacità di studio è cambiata più che in velocità che in sostanza.» E sul tempo necessario, Gabriele è pragmatico: «Il corso è abbastanza leggero, quindi alla fine non richiede troppe ore durante la settimana e se ci si organizza bene si può fare tranquillamente.»
La riflessione più profonda riguarda però qualcosa di inaspettato. Studiando storia americana nell’ambito del programma di The Brook Hill Academy, Gabriele ha scoperto connessioni che vanno ben oltre il curriculum scolastico: «Il doppio diploma secondo me apre tante vie, ma non soltanto dal punto di vista lavorativo, ma anche dal punto di vista della mente. Vedendo anche la politica di oggi americana, facendo il modulo di storia, ho notato che molte parti della storia americana si stanno ripetendo, quindi ottengo anche la possibilità di poter comprendere la storia di oggi, le situazioni politiche e poi di applicarla al mio lavoro.» Una lezione di pensiero critico che nessun manuale può insegnare con la stessa efficacia.
Caterina ha 16 anni e frequenta il terzo anno del liceo scientifico. La sua storia con il Doppio Diploma è iniziata nel modo più semplice possibile: una circolare a scuola, notata dalla mamma. «Mi ha detto: “Ah, ti interessa?” E allora ho detto: “Sì, è interessante”. Mi sono informata e alla fine ho deciso di provarci.»
Oggi Caterina è al suo terzo corso, ha appena iniziato English 10, e racconta con lucidità le sfide della gestione del tempo: «Ho dovuto organizzare meglio le giornate. Ho tanti corsi fuori dalla scuola, anche sport, ma non solo, e quindi è difficile far combaciare tutto.» Due o tre ore al giorno, tra scuola italiana e doppio diploma, sport e attività extrascolastiche: un equilibrio che richiede disciplina, ma che Caterina ha trovato chiedendo aiuto quando serviva. «Mi sono accorta ogni tanto di essere bloccata per colpa delle verifiche a scuola in Italia, però parlandone con i professori mi hanno aiutato, ho spostato un paio di date di consegna.»
Ciò che colpisce nel racconto di Caterina è la differenza che percepisce tra i due sistemi educativi: «Poi è interessante perché è tutta in inglese, quindi è completamente diversa rispetto all’Italia. Proprio la divisione di ogni parte, tutta in inglese, domande, quiz, immagini. Anche in digitale rispetto all’Italia che invece è tutto cartaceo.» E la parte di letteratura inglese, che in Italia viene trattata in modo marginale, nel percorso americano diventa un’esperienza immersiva e approfondita.
A livello personale, il cambiamento è profondo: «Sono migliorata tanto, perché alla fine devi parlare per forza in inglese sia con i professori sia durante le lezioni.» Il risultato è una maggiore tranquillità nell’esprimersi, nel parlare, nell’essere sé stessa in una lingua che prima era solo una materia scolastica. E il futuro è già pieno di piani: «Mi basta poter andare all’estero, non vedo l’ora. Vado a New York!» E l’anno prossimo, Los Angeles. Il consiglio di Caterina a chi sta valutando il percorso è diretto e senza fronzoli: «Buttati. È difficile, devi avere una certa rigorosità, devi mantenere un certo ordine anche mentale per farcela. Però è fattibile ed è un’esperienza.»
Le testimonianze non arrivano solo da un’unica città o da un’unica scuola. I ragazzi del Centro Studi Da Vinci di Bergamo hanno condiviso la loro esperienza con il Doppio Diploma con lo stesso entusiasmo e la stessa autenticità. Per loro, il programma è molto più di un impegno aggiuntivo: è un’occasione per capire come la pensano gli altri, per sentirsi connessi con studenti di tutto il mondo, per migliorare il proprio inglese in un contesto reale e stimolante.
«Mi sto investendo il mio tempo in questo programma e sono riuscito a capire come la pensano gli altri», racconta uno studente. Un’altra voce aggiunge: «È un’occasione per migliorare il mio inglese. Mi sono sentita anche molto connessa con altri studenti.» E c’è chi ha scoperto qualcosa di ancora più prezioso: la libertà di esprimersi senza paura. «Mi sento più libero di parlare inglese e non mi pongo il problema di sbagliare.»
La capacità di conciliare i due percorsi è un tema ricorrente nelle testimonianze: «Sono riuscita a conciliare bene la scuola italiana con quella del doppio diploma.» E il segreto, come sempre, sta nell’organizzazione: «Se riesci a organizzare la settimana adeguatamente, riesci facilmente a svolgere il percorso.» Un messaggio chiaro per chi teme che il Doppio Diploma sia un impegno insormontabile: con la giusta pianificazione, è assolutamente gestibile.
Ascoltando queste storie, emerge un filo comune che va ben oltre i voti e i crediti accademici. Ogni studente, a modo suo, racconta la stessa trasformazione: un percorso che insegna l’autonomia, la gestione del tempo, la capacità di affrontare sfide nuove con determinazione e flessibilità. Il Doppio Diploma iYES, in collaborazione con The Brook Hill Academy di Los Angeles, non è solo un titolo di studio aggiuntivo: è un’esperienza formativa che plasma il carattere e allarga la visione del mondo.
C’è Sofia che si prepara a studiare medicina in inglese. C’è Chiara che ha scoperto una nuova profondità nella lettura e nella comprensione dei testi. C’è Gabriele che ha trovato nel corso di storia americana le chiavi per leggere il presente. C’è Caterina che ha imparato a buttarsi, a chiedere aiuto quando serve, a gestire un equilibrio complesso tra mille impegni. E ci sono i ragazzi di Bergamo che hanno scoperto la libertà di esprimersi senza paura in una lingua che prima era solo grammatica e vocabolario.
Tutte queste storie condividono un elemento fondamentale: il supporto costante dei professori americani. Ogni testimonianza menziona la disponibilità dei docenti di The Brook Hill Academy nel venire incontro alle esigenze degli studenti, nel rispondere alle domande, nello spostare scadenze quando necessario. Non è un dettaglio: è la differenza tra un programma che funziona sulla carta e un’esperienza che funziona nella vita reale dei ragazzi.
Il programma Doppio Diploma Italia-USA di iYES ha una struttura flessibile che si adatta alle esigenze di ciascuno. Il percorso può durare da due a quattro anni e si articola in tre fasi, ciascuna con un attestato di frequenza. Gli studenti completano cinque crediti con la scuola americana, mentre diciotto crediti vengono riconosciuti in base alle materie studiate in Italia. I corsi si svolgono online, in modalità asincrona, con lezioni live e supporto continuo da parte di docenti madrelingua.
Ma il percorso non è solo studio online. Le esperienze in loco sono parte integrante del programma: un viaggio a New York per vivere la realtà americana in prima persona e la Graduation Experience a Los Angeles, dove gli studenti partecipano alla cerimonia di consegna dei diplomi in puro stile americano, lanciando il cappello e ricevendo il diploma dalle mani del preside. Un momento che, per chi lo vive, segna il culmine di un percorso di crescita che va ben oltre il titolo di studio.
Grazie alla piattaforma ClasseViva EXTRA, WonderWhat per l'orientamento e i percorsi PCTO, ClasseViva Infanzia per il segmento educativo 0-6 anni, l’iscrizione al Doppio Diploma è semplice e accessibile. Gli studenti possono accedere con le credenziali ClasseViva, Google o Apple, sostenere il test linguistico gratuito e procedere con l’iscrizione. Sono disponibili anche opzioni di pagamento rateale a interessi zero, per rendere questa opportunità accessibile al maggior numero possibile di famiglie.
Le voci raccolte in queste pagine raccontano una verità semplice: il Doppio Diploma non è per chi ha paura delle sfide, ma neanche per chi cerca l’impossibile. È per chi ha la curiosità di guardare oltre i confini del proprio orizzonte quotidiano, la disciplina per organizzare il proprio tempo e il coraggio di mettersi in gioco in una lingua e in un sistema educativo diversi dal proprio.
Sofia, Chiara, Gabriele, Caterina e i ragazzi del Centro Studi Da Vinci hanno dimostrato che è possibile. Che si può essere studenti italiani a tempo pieno e, contemporaneamente, costruire un ponte verso il mondo. Che il bilinguismo non è un sogno riservato a chi nasce in famiglie internazionali, ma un traguardo raggiungibile per chiunque abbia la determinazione di perseguirlo.
Come dice Caterina: «Buttati.» Due parole che valgono più di mille argomentazioni. Perché alla fine, le esperienze che contano davvero sono quelle in cui ci si butta senza rete, fidandosi del percorso e delle persone che lo accompagnano. Il Doppio Diploma è esattamente questo: un salto nel futuro, con la certezza di non essere soli.